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REALTA'
E MODELLI DI SECOLARIZZAZIONE IN MADAGASCAR
di Pelamialy
Felandefona Pely
Il 70 % dei malgasci vive al di sotto della soglia di povertà. Dietro i
grandi sorrisi e gli occhi scintillanti di questo popolo coraggioso si
nascondono una miseria immensa. Prendiamo un esempio: lo stipendio di base,
50.000 ariary è l’equivalente di 25 euro, quello di un insegnante tra i 40
e 60 euro. Il riso, alimento di base in Madagascar è venduto in generale a
1000 ariary al kilo, ciò determina che molti bambini vanno a scuola ogni
mattina a stomaco vuoto con tutte le conseguenze sulle potenzialità
intellettuali e il rendimento scolastico che questo implica.
Se i bambini della città sono relativamente più equipaggiati, i loro
compagni di campagna devono purtroppo impegnare la maggior parte del loro
sforzo per potere recarsi a scuola: alcuni di loro devono fare per esempio una
marcia di 2 o 3 ore al giorno.
Un altro problema: come fare per poter finanziare la scolarizzazione dei
bambini se ci sono 2 o 3 figli da far studiare?
In quale maniera i genitori malgasci possono venire incontro alle esigenze dei
loro bambini?
Come si fa per pagare l’affitto, il trasporto, l’acqua, l’elettricità
senza parlare del materiale scolastico e delle spese sanitarie?.
Le parole e i fatti
La costituzione Malgascia, all’art. 23 e 24 “diritti e doveri economici,
sociali e culturali” sottolinea che:
- Tutti i bambini hanno il diritto all’istruzione e all’educazione.
- Tutti gli adolescenti hanno il diritto alla formazione professionale.
- Lo stato organizza un insegnamento pubblico per tutti.
Ma nelle realtà si nota purtroppo la differenza tra i bambini che
frequentano le scuole pubbliche e quelli delle scuole private perché la
qualità dell’insegnamento non è uguale. Infatti, chi frequenta la scuola
privata ha i materiali completi per lo studio ( i libri, biblioteche,
laboratorio…ecc.) e anche la severità della disciplina.
Nelle scuole statali invece i numeri in ogni classe sono troppi alti 60 bambini per
una classe, contro una media di 25-30 allievi per classe nelle scuole private.
Oltre a tutto questo, c’è anche il peso culturale della tradizione: in
Madagascar, il diritto del maggiore prevale ancora. Se i genitori devono
scegliere tra il primogenito e gli altri figli, per mancanza di mezzi
economiche, essi scelgono automaticamente il figlio maggiore verso il quale
tradizionalmente tutti i membri della famiglia devono rispetto. Per di più, tra
femmina e maschio, la scelta è chiara: senza dubbio sceglieranno il maschio.
Perché le ragazze sono indirizzate a sposarsi, quando avranno una certa
età; quindi non hanno bisogno, secondo le opinioni di molti, di un livello
intellettuale elevato. Questa legge sociale continua ad esistere all’usura dei
tempi.
Quale futuro per la scuola?
Dopo il rifiuto della colonizzazione all’inizio degli anni 60, i nuovi
dirigenti malgasci hanno avviato una politica di malgascizazzione in campo
scolastico per circa una ventina d’anni: il malgascio è diventata la lingua d’insegnamento,
ma pochi sono i libri in malgascio adatti a questo nuovo sistema, pochi i
maestri ben preparati.
Tante scuole elementari e pubbliche sono state costruite dappertutto, senza avere
insegnanti qualificati e motivati nel lavoro, specie quelli costretti a
trasferirsi per insegnare nei villaggi di campagna.
Negli ultimi anni, col pretesto di volere abbandonare il metodo francese, il
ministero dell’educazione nazionale ha privilegiato il metodo Anglosassone,
con lo slogan “ripetenti zero”, che, si dice, si adatta alla personalità
del singolo bambino.
Ma le carenze strutturali rimangono quelle di sempre, a partire dalla formazione
degli insegnanti, ai quali manca una seria preparazione psico-pedagogica,e dal
numero elevato di allievi nelle classi: basti dire che nei paesi Anglosassoni,
in una classe ci sono 20 allievi.
A molti tutto questo sembra una trovata pubblicitaria per dire che ora tutto è
cambiato. In realtà il paese non è cambiato, come si sperava, anzi le
difficoltà economiche per la maggior parte della popolazione aumentano, come
aumentano i prezzi, causa anche il caro petrolio, mentre gli stipendi sono
fermi da anni, con inevitabile ricaduta sulla scolarizzazione.
Quando troveremo una via d’uscita?
Le percentuali in aumento
Secondo le stime dello JAS 2004 ( Journal Internazionale Africane de la
Statistique) la scolarizzazione in Madagascar è passata dal 70,10% del 2001/02,
al 96,82% del 2003/04. nello stesso anno la scuola pubblica è stata frequentata
dall’81% degli allievi delle elementari, e dal 57% degli studenti delle medie
e superiori. Il 79% del servizio privato è gestito da istituti cattolici. La
media dei promossi nel 2003 è stata del 60% alle elementari, del 40% alle
medie, del 45% alle superiori. Solo il 22% dei ragazzi di età compresa tra i 15
e 17 anni frequenta la scuola, dai 18 anni in su la percentuale si riduce al 3%.
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